Il valore del laboratorio didattico

Il valore della didattica laboratoriale è da più parti riconosciuto, soprattutto, dalla fine degli anni ‘60 del secolo scorso. Oggi, i laboratori didattici non sono più visti come aggiuntivi, ma come una forma di organizzazione dell’attività educativo-didattica, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi disciplinari attraverso l’uso di strumenti, modalità, tempi e spazi personalizzati, quindi più efficaci per assicurare ad ogni alunno/studente il successo scolastico.
Che cos’è un laboratorio didattico? Quando si parla di “laboratorio” viene spontanea l’associazione con il luogo in cui lavorano artigiani ed artisti che, sulla base di una forza creativa interiore, creano i loro prodotti seguendo un progetto o un’idea geniale attraverso l’uso di attrezzature adeguate o lasciandosi trascinare dall’istinto o dalla razionalità con il sussidio di materiali ed utensili vari.
Le finalità dei laboratori didattici sono molto simili a quelle dei laboratori artigianali. Il laboratorio didattico prevede un lavoro personale “attivo” su un determinato tema o problema, la creazione di percorsi cognitivi, la produzione di idee rispetto a un determinato compito, la soluzione di un problema. Nello specifico, all’interno dei laboratori didattici agli alunni sono richiesti operosità e manipolazione per apprendere, in virtù del principio “si impara facendo”.
L’alunno mentre agisce impara perché è attivo, è consapevole della situazione didattica che sta vivendo, interagisce, coopera, riflette, progetta e rispetta accordi comuni e impegni presi. Questo rappresenta il presupposto che porta gli insegnanti a pianificare delle attività che consentano agli alunni e agli studenti di fare esperienze dirette, mettendo in pratica procedure, concetti, usando strumenti e materiali vari, superando i limiti della semplice e sterile trasmissione orale delle conoscenze da parte dell’insegnante.
La didattica laboratoriale, già rintracciabile nell’attivismo di Dewey, si fonda su tre principi: gli scopi dell’educazione devono essere elaborati a partire dai bisogni intrinseci della persona che apprende; la cooperazione contribuisce a “liberare” ed “organizzare” le capacità di chi apprende e a trasformare le capacità in competenze; la valenza educativa delle attività sta nelle connessioni e nella flessibilità dei percorsi didattici che vengono riconosciuti dall’alunno come significativi per sé stesso e spendibili nella realtà. In base ai principi di cui sopra, il laboratorio didattico si adatta particolarmente bene a un insegnamento di tipo “aperto” e a forme di progettazione didattica centrate prevalentemente sull’alunno.

Rossana Sigurello