Favara al tempo della crisi. Intervista mensile alle professionalità del nostro paese

 

L’intervista del mese è dedicata a Camelo Roccaro, fisioterapista e gestore di Ginger people & food, un ristorante di cucina africana.

 

Salve Carmelo, ci parli di lei…

 

«Sono uno dei soci fondatori della cooperativa sociale di tipo B “Al Kharub” (Il Carrubo), nata nel 2011, e volta all’inserimento sociale e lavorativo di persone svantaggiate. Attraverso il cibo vogliamo creare solidarietà e integrazione, grazie agli immigrati riusciamo a creare nuove opportunità di lavoro. Noi crediamo in una società multietnica».

 

Come è nata l’idea di aprire un ristorante di cucina africana?

 

«L’idea di aprire un ristorante è nata per caso, come conseguenza di una serie di cene etniche di raccolta fondi, nate per sostenere l’acquisto di arnie per la nostra cooperativa. Grazie all’impulso di Andrea Bartoli della Farm abbiamo deciso di metterci in gioco e d’intraprendere quest’ attività l’estate scorsa».

 

Perché avete scelto questo nome?

 

«Ginger è il nome della bevanda più popolare del Senegal prodotta dall’estratto della radice fresca di zenzero».

 

Quale pietanze è possibile assaggiare nel vostro ristorante?

 

«Noi ci occupiamo di cucina etnica africana, abbiamo fatto una raccolta delle principali pietanza del continente africano, in prevalenza cucina senegalese, magrebina, dell’Africa orientale e mediterranea. Il Cous cous è la nostra specialità, utilizziamo solo semola dei migliori grano duri siciliani, lavorata a mano e cotta a vapore».

 

Come vede il futuro di Ginger?

 

«Io sono ottimista, parafrasando Karl Popper “L’ottimismo è un dovere morale”, nel momento in cui siamo ottimisti operiamo affinché le cose vadano per il verso giusto».

 

Rosalva Contrino

associazione-nicodemo, favara, infolio