Editoriale – Poveri noi

La nostra provincia è sotto l’occhio del ciclone. Lo scandalo delle 104, prima, e quello delle commissioni di Agrigento, poi, stanno facendo sprofondare le nostre terre negli abissi del disonore. A pagare il conto in questi casi è indubbiamente la politica che ha perso credibilità presso l’opinione pubblica. La gente non riesce più a distinguere i buoni dai cattivi e la frase che si ripete è sempre la stessa “Questi politici sono tutti uguali”. Noi pensiamo, invece, che la nostra classe politica è lo specchio della società. I politici che tanto disprezziamo li abbiamo votati noi, per amicizia, rispetto, promesse e parentele, ovvero tutti connotati che non c’entrano niente con la politica. Il risultato prodotto è sotto gli occhi di tutti a livello nazionale e locale. Focalizziamoci su Favara. Gli asili nido corrono verso la chiusura perché la compartecipazione delle famiglie potrebbe diventare insostenibile, a quanto pare si è ripresentato un debito di 800 mila euro; la raccolta di rifiuti porta a porta cambia programma regolarmente disorientando i cittadini; la cura del verde pubblico e delle villette comunali sono un optional. Anche il progetto adotta un’aiuola sembra definitivamente tramontato. L’opposizione, nel frattempo, ha chiesto la mozione di sfiducia all’assessore Chianetta, rea di non essere all’altezza del mandato e di rimodulare il nuovo appalto dei rifiuti considerato lungo (7 anni) e costoso. Vox populi sostiene che l’opposizione stia lavorando su un altro progetto che ha come tematica l’acqua. La maggioranza, invece, lavora sodo sulla tanto decantata metanizzazione della città ed EXPO.

Pasquale Cucchiara