Commissioni pari opportunità. Aggiornamenti su una lunghissima decisione

Alcune favaresi (cioè quelle che all’epoca se ne erano interessate) se lo ricorderanno meglio, ma sempre sotto la luce del ricordo: stiamo parlando del bando per l’istituzione della commissione pari opportunità emanato ormai molti mesi fa.
L’articolo 33 dello statuto del nostro comune parla chiaro: “1. Il consiglio comunale, al fine di meglio programmare le attività rivolte al superamento della discriminazione di fatto esistente tra i sessi, nomina la commissione per le pari opportunità. La commissione è composta a) dalle donne elette nel consiglio comunale; b) da esperte di accertata esperienza professionale. 3. La commissione elegge, nel suo seno, la presidente. 4. La commissione formula al consiglio proposte e osservazioni su tutte le questioni che possano avere attinenza alla condizione femminile e che possano essere sviluppate in direzione delle pari opportunità. 5. La commissione dura in carica per l’intero mandato del consiglio e al termine redige una relazione conclusiva sulle attività svolte. 6. La giunta comunale può consultare preventivamente la commissione sugli atti di indirizzo da proporre al consiglio particolarmente rivolti alla popolazione femminile”.
Ed effettivamente, come ricordato sopra, ci fu un bando, ci furono domande da compilare e presentare entro una certa data e ci furono anche riunioni di consiglio volte all’elezione delle donne che dovevano far parte di questa commissione, che prevedeva l’elezione fra le candidate di rappresentanti di categorie ben precise. Ma, come dicevamo sopra, a molti mesi dalla chiusura delle candidature la commissione non è ancora stata creata.
Qualcosa però si è mosso: a gennaio di quest’anno il nostro presidente del consiglio Leonardo Pitruzzella ha sollecitato il nuovo assessore alle pari opportunità sulla riapertura della questione.
Effettivamente in consiglio se ne è riparlato, ma ancora nessuna decisione sulla commissione pari opportunità, anche se quello che potrebbe sembrare un nuovo ritardo è, invece, un rimando dettato dal buon senso: nei mesi le cose cambiano, così come le donne, giovani e meno giovani, che ricordano di aver presentato domanda di partecipazione.
La questione, dunque, si è riaperta, ma è giusto che a riaprirsi sia anche il bando di partecipazione: è ancora tutto in fieri, e quindi alle donne interessate non possiamo che dire stay tuned.

Maria Grazia Costanza

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