La scuola ‘buona’? I molteplici dubbi sulla proposta di Renzi

infolio, associazione-nicodemo, favaraL’ultimo documento che il nostro governo ci ha presentato in questi mesi e che è stato commentato e discusso da migliaia di insegnanti e studenti è sicuramente “La Buona Scuola” di Matteo Renzi. Il nostro democratico presidente del consiglio dei ministri ha stilato questa proposta proprio con l’intento di “ascoltare” le migliaia di opinioni riguardanti l’istruzione italiana; dopo aver invitato a discutere studenti e docenti, le migliaia di proposte, modifiche e elaborazioni hanno avuto una sola cosa in comune: la disapprovazione del progetto Renzi. Sorge spontanea una domanda: Perché? Ebbene, il perché che cerchiamo è all’interno dello stesso disegno di riforma. “La Buona Scuola” non è altro che un documento di “finto ascolto” volto a fare demagogia sulle debolezze di un popolo e ad umiliare ancora di più la situazione delle suole italiane, facendo entrare privati all’interno dei bilanci scolastici e spazzando via quel poco di democrazia che era rimasta in Italia. Questo è il motivo principale delle proteste studentesche che dilagano nel paese, le quali non vogliono accettare l’ennesimo sopruso da parte del governo alla “nostra” scuola. Ed è così che i rappresentanti d’istituto e della consulta provinciale studentesca di tutti i principali istituti superiori della provincia, dopo essersi riuniti a discutere più e più volte, hanno preso come decisione comune quella di occupare le scuole dell’agrigentino e far sentire il più possibile la voce dei licei siciliani. Agrigento, Canicattì, Favara e in molti altri comuni della provincia gli studenti si sono organizzati in mobilitazioni di vario tipo, fissandosi come scopo ultimo quello si essere ascoltati dal governo italiano. È questa la situazione scolastica italiana: caos, confusione e sempre meno futuro per i nostri ragazzi. Una cosa è certa: gli studenti non resteranno fermi a guardare l’Italia che si sgretola.

Arturo Schembri