Favara al tempo della crisi. Intervista mensile alle professionalità del nostro paese

associazione-nicodemo, infolio, favaraL’intervista del mese della rubrica è dedicata a delle professioniste del terzo settore fondatrici dell’associazione onlus per disabili “Ad Maiora”.

Salve ragazze parlateci di voi…

«Sono Mariagrazia Costanza, dottoressa in scienze cognitive, con esperienze pregresse nel teatro sociale e come animatrice socio culturale in comunità. Sono la presidente dell’associazione».

«Sono Antonella Morreale, psicologa, lavoro come libera professionista a Favara e Palermo da anni mi occupo di persone con disabilità».

«Sono Rita Bellavia, sono assistente sociale, sono il vicepresidente e da sempre fin da quando ero una bambina ho avuto la vocazione per questo settore».

Da quanto tempo è aperta l’associazione e di cosa si occupa?

«L’Associazione nasce nel Settembre del 2013,
a Gennaio è prevista l’apertura ufficiale al pubblico. Il nostro centro diurno si propone di offrire vari servizi finalizzati a migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone disabili in età scolare; di sostenere e potenziare le loro capacità di svolgere attività quotidiane, valorizzando le caratteristiche personali e rafforzando le loro capacità di instaurare relazioni interpersonali significative».

Quali sono i vostri compiti nello specifico?

M.C: «Il mio ruolo sarà quello di gestire le attività da proporre all’utenza, in particolare mi occuperò del potenziamento cognitivo, del supporto didattico e di attività cognitive con finalità ricreative come il teatro».

R.B.: «La mia attività riguarderà in particolare l’ ascolto e la prima accoglienza dei ragazzi disabili e delle loro famiglie che si rivolgono al nostro centro. Punteremo al dialogo con le famiglie perché è fondamentale per migliorare la rete relazionale del soggetto disabile;

A.M: «Il mio lavoro consisterà nel predisporre terapie singole e di gruppo idonee all’utenza, attraverso la redazione di un piano educativo individualizzato».

Siete fiduciose riguardo al futuro della vostra associazione?

«Si lo siamo, abbiamo deciso di non arrenderci e puntare sul nostro territorio. Siamo consapevoli delle difficoltà iniziali ma siamo anche motivate a creare un futuro migliore per noi e per le persone disabili che si rivolgeranno al nostro centro».

Rosalva Contrino