Armati di parole

La quarta giunta Manganella è già all’opera. Il nostro sindaco cercherà “riscatto politico” servendosi di uomini e donne che hanno messo in gioco la loro faccia nella speranza di risollevare le sorti del nostro paese. È chiaro che essere amministratori, oggi, è più difficile rispetto agli anni ‘80 quando tutto andava liscio, la parola crisi non esisteva e i trasferimenti nazionali e regionali cadevano nelle casse dell’Ente comune a cascate. Ma, ad ogni modo, noi cittadini non abbiamo forzato nessuno ad accettare l’onore e l’onere di fare l’assessore di Favara. Queste individualità hanno accettato spontaneamente le proposte offertegli da sindaco e maggioranza. Noi non possiamo fare altro che augurargli buon lavoro. D’altronde non ci vuole un mago per capire che quando il potere agisce per la realizzazione di bisogni espressi dalle masse ottiene il consenso delle masse stesse. La cattura del consenso lascia immutati i rapporti tra amministratori e amministrati, relegando la politica al ruolo di buona amministrazione: quella favarese oggi non può vantare questo risultato. Un esempio lampante è stata la discussione della mozione di sfiducia in consiglio comunale. Ma oggi è un giorno migliore. La nuova amministrazione si propone di realizzare la raccolta differenziata porta a porta, nomina esperti esterni per supportare l’attività amministrativa e a breve varerà la commissione pari opportunità. Tutti buoni propositi condivisibili. Per il momento sono solo parole. I fatti dicono che anche il presidente del consiglio comunale, Leonardo Pitruzzella è passato all’opposizione dopo la sua adesione all’Art. 4.