Pasqua fra sacro e profano

Quando si parla di feste religiose, l’associazione con il Natale è automatica. Sarà un po’ per il clima di festa che già a novembre ci assale, con i negozi addobbati che ti invitano all’acquisto spensierato; sarà che come festa è già fissa, nel senso che ci dà, in questo periodo di traballo economico e sociale costante, almeno la certezza del giorno, il 25 dicembre. Sempre. Tutti gli anni. E a farne le spese è la Pasqua che, con il suo carattere di festività religiosa mobile per eccellenza, ci disorienta e ci manda in tilt. Infatti, per l’anno 2014, festeggiamo la Santa Pasqua il 20 aprile. Ma, a differenza del Natale, per la festività pasquale bisogna prepararsi in un processo catartico caratterizzato da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno, della durata di quaranta giorni, chiamato Quaresima, che ha inizio il Mercoledì delle Ceneri. L’ultima settimana del tempo di quaresima è detta Settimana Santa, periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio e alla contemplazione. Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine del tempo di Quaresima e l’inizio del Triduo Pasquale, che culmina con la resurrezione di Gesù Cristo, morto sulla croce per liberare gli uomini dai peccati. Ma come ogni festa che si rispetti, accanto al “sacro” convive il “profano”. Per i più piccoli, Pasqua è sinonimo di uovo al cioccolato, Colombe e… regione che vai, dolce tipico che trovi. Nel nostro amato paese di Favara, il dolce tradizionale di Pasqua è l’Agnello pasquale, tripudio di dolcezza zuccherina invidiato da tutto il mondo. Con la sua forma che richiama l’animaletto lanoso omonimo, si presenta di pasta di mandorle con un tenero cuore di pistacchio, che ti cattura al primo morso. E noi favaresi ne siamo cosi orgogliosi che, durante la settimana che precede la Pasqua, organizziamo una manifestazione: la Sagra dell’Agnello Pasquale. La kermesse, quest’anno ha raggiunto la sua XVIII edizione, aprendo ufficialmente i battenti lo scorso 13 aprile. L’iniziativa è stata ospitata nella suggestiva location del Castello Chiaramonte, dove gli studenti dell’Istituto Alberghiero “G. Ambrosini” hanno mostrato come si lavora il dolce tipico delle feste pasquali, orgoglio culinario tutto nostrano. Ricco e articolato il programma della Sagra favarese 2014. Oltre alla degustazione dell’Agnello, tanto spazio alla cultura e all’intrattenimento, grazie al lavoro svolto dall’associazione teatrale “Arcobaleno” e dall’associazione culturale “Telamone” di Favara. Canti, spettacoli, esibizioni folcloristiche, mostre artigianali, mercatino di artisti locali e musiche a tema pasquale, allieteranno i presenti. Importante, inoltre, il convegno tematico sulla tutela e la valorizzazione dell’Agnello Pasquale, con annessa visita presso l’azienda del dott. Calogero Cinquemani, guidati dal dott. Antonio Vaccaro. A concludere la Sagra la presenza sabato 19 aprile  di un ospite importante: Damiano Bauer, attore della soap-opera “Centro vetrine”.  Favara afferma il suo primato in campo dolciario, grazie all’amore e alla passione degli “artisti di dolcezza” che tramandano, da padre in figlio, la ricetta dell’Agnello Pasquale, custodendone, ogni pasticcere, l’ingrediente segreto. E ricordatevi che a Pasqua è sempre meglio mangiare una fetta in più di agnello di mandorla e pistacchio, piuttosto che un agnellino di carne e sangue.

Valentina Piscopo