Le parole che non ti ho detto… Intervista al portavoce dei Socialisti riformisti Giuseppe Lentini

In Folio di Aprile ha ospitato nella sua consueta rubrica dedicata ai politici del nostro paese il portavoce dei Socialisti Riformisti Giuseppe Lentini. La scelta d’intervistare Lentini è nata dalla necessità di dare spazio all’opposizione di questa nostra città, dopo che nelle uscite di Marzo e Febbraio abbiamo dato spazio a esponenti di primo ordine della nostra amministrazione: il Sindaco di Favara, Rosario Manganella e l’assessore Giuseppe Milioti. Con Lentini abbiamo affrontato diversi temi “scottanti” tra cui l’uscita del consigliere Bennardo dal “suo” partito e le modalità di lavoro e di cooperazione tra l’opposizione stessa e del recente manifesto politico contro Manganella. 

Come nascono i Socialisti riformisti, dato che il vostro partito non si è presentato alle ultime elezioni comunali?

«Come tutti sanno siamo stati eletti all’interno della lista di Fli e appoggiavamo la candidatura di Carmelo Vitello come sindaco di Favara. Dato che questo progetto non è andato in porto abbiamo deciso di recuperare la nostra tradizione socialista e metterla a servizio della città a difesa dei più deboli; in un paese dalla chiara tradizione socialista come Favara che ha visto proliferare politici dal calibro di Guarino e di Lentini».

Perché siete all’opposizione?

«Innanzitutto, noi siamo nati all’opposizione di questa amministrazione che riteniamo, oggi, ancora con più forza, incapace di governare la città. Basta fare un giro in paese o scambiare qualche chiacchiera con qualsiasi nostro concittadino per capire che la gente è stanca di questa amministrazione Manganella che sta guidando il nostro paese verso lo sfascio più totale. Possiamo fare alcuni esempi, come i mancati ricorsi contro Girgenti Acque e l’ATO GESA che pesano sia sui servizi che sulle tasche dei nostri concittadini. La nostra amministrazione non è nemmeno capace di copiare gli esempi di buona amministrazione, come il comune di Agrigento che si è impegnato a fare ricorso al TAR contro l’ATO GESA difendendo i propri concittadini».

Perché Giovanni Bennardo è uscito fuori dal suo gruppo politico?

«Il discorso è chiaro. Giovanni Bennardo è legato da un’amicizia personale con l’On. Iacolino di Forza Italia. Nei mesi scorsi lo stesso Bennardo ha partecipato al tavolo di lavoro  con l’Onorevole. A questo punto il partito ha chiesto chiarezza al consigliere Bennardo che ha deciso di ufficializzare il suo passaggio con il partito di Berlusconi. Nonostante il cambio di partito, Giovanni Bennardo ha brillato per coerenza dato che si è dichiarato ancora una volta all’opposizione di questa amministrazione. Tra l’altro al tavolo dei lavori di Forza Italia c’era anche l’assessore Milioti che, però, a oggi, non ha fatto nessun passaggio ufficiale».

Come sono i vostri rapporti con l’opposizione consiliare?

«I nostri rapporti con l’opposizione consiliare sono idilliaci. Infatti, la nostra collaborazione nasce nell’esclusivo interesse di fare un’opposizione forte contro questa amministrazione, ma che sia capace parallelamente di essere propositiva, affidandosi all’esperienza di più forze politiche e tradizioni che ci fanno fare un salto di qualità nella nostra proposta politica. Insieme abbiamo fatto tante battaglie come l’esposto contro Girgenti Acque e tante interrogazioni e interpellanza che spesso hanno messo in ansia questa pessima amministrazione. Con l’opposizione ci riuniamo ogni martedì sera in modo da sviluppare insieme le migliori soluzioni per il nostro martoriato paese». 

Avete fatto affiggere in città dei manifesti con la scritta eloquente “ Vergogna sindaco”. Ci spieghi meglio questa vostra iniziativa…

«Riteniamo vergognoso dal punto di vista etico e morale che il sindaco sia il primo cittadino a sfruttare il nuovo regolamento cimiteriale grazie a una scorretta interpretazione del suddetto regolamento da parte del segretario comunale che ha permesso a Rosario Manganella di ricongiungere i suoi suoceri alla seconda fila di due loculi di nuova costruzione. L’opposizione ha anche chiesto durante la conferenza dei capigruppo di bloccare questa interpretazione del regolamento da parte del segretario e di svolgere un consiglio comunale specifico per votare l’interpretazione autentica per evitare questo tipo di situazioni che risultano diseguali e vergognosi. Chiederemo anche, qualora la nostra proposta venga approvata dal consiglio, di renderla con l’applicazione retroattiva».  

Cosa avete in mente per il prossimo governo della città?

«Spendere e sostenere delle belle candidature sia al consiglio comunale che come candidato sindaco. Già da subito abbiamo individuato le caratteristiche umane e politiche che dovrà avere necessariamente il prossimo sindaco di Favara, e vi assicuriamo che stiamo lavorando sodo per trovare questa figura. Vi anticipiamo soltanto che abbiamo pensato a una donna…».

Vincenzo Cassaro