Editoriale. Favara: un mese dopo l’intervista al sindaco

Un mese dopo aver eseguito l’intervista al nostro sindaco Rosario Manganella ci corre l’obbligo di dare delle risposte ai nostri lettori circa i risultati prodotti dopo le nostre domande. 
La nostra chiacchierata vecchia 30-40 giorni aveva acceso delle speranze nei nostri lettori e concittadini dato che il sindaco si era preso un sacco d’impegni su nostre precise segnalazioni. Purtroppo, vi dobbiamo anticipare che non si è fatto niente. Avete letto bene, niente. Il sindaco ci aveva assicurato che entro la prima settimana di Aprile avrebbe provveduto a far partire la raccolta differenziata porta a porta, cosa che non è avvenuta. La sensazione è che questo sacrosanto provvedimento non partirà a breve. Andiamo avanti. Abbiamo fatto notare al sindaco che non era stata ancora istituita la commissione pari opportunità dopo tutti questi anni di legislatura. A questa nostra sollecitazione il sindaco ci aveva promesso di portare a breve questo provvedimento in consiglio comunale. Come intuirete questo non è ancora successo. Capitolo Castello Chiaramonte. Abbiamo indicato al sindaco di rilanciare il nostro maniero medievale che negli ultimi tempi ci è apparso un po’ trascurato. Il sindaco, preso atto della nostra obiezione, ci aveva chiosato che intendeva discuterne con il suo direttore artistico, peraltro suo uomo di fiducia, dato che lo ha nominato lui personalmente. Ma, a oggi, nulla è mutato. Per quanto concerne, invece, la riorganizzazione del personale è un problema tutto favarese che non possiamo solo ‘addebitare’ al nostro attuale sindaco, ma un po’ a tutte le amministrazioni che si sono succedute. Nel nostro incontro, Manganella aveva pensato di affidare le nostre villette comunali al nostro personale comunale con questa qualifica. A oggi, questo passaggio non si è ancora concretizzato. Infine, la tutta la redazione invita il nostro sindaco a tradurre in realtà tutto quello che ci ha dichiarato nell’intervista.    

Pasquale Cucchiara