Le parole che non ti ho detto… Intervista a Giuseppe Milioti

Per la rubrica ‘Le parole che non ti ho detto…’ la redazione ha intevistato l’assessore e consigliere comunale Giuseppe Milioti.

Quali strategie politiche ha in mente per riaprire la piscina comunale? 

«Per la piscina insieme alla Giunta e alla maggioranza consiliare stiamo valutando tante opportunità per aprirla una volta per tutte con costi contenuti».

Lei si è battuto per la riorganizzazione del personale facendo anche delle proteste plateali da noi condivise. Nonostante il suo impegno sembra che la situazione stia rientrando verso la vecchia amara normalità. Ci siamo persi qualcosa?

«Il personale è una grande risorsa per il comune. Ma c’è la necessità di gestirlo in maniera diversa. Ad esempio, bisogna premiare chi lavora e depenalizzare chi non lo fa. Del resto in sinergia con il sindaco e la giunta crediamo di essere sulla strada giusta per risolvere la problematica. Ammetto che non è facile, ma sono certo che ce la faremo anche perché all’interno abbiamo anche del personale eccellente da valorizzare».

Lei è sia consigliere comunale che assessore. Come riesce a conciliare due ruoli così in contrasto fra di loro? 

«Sono due ruoli che richiedono molto tempo e responsabilità, però, a dire il 
vero, in questo modo riesco a svolgere meglio il ruolo di consigliere comunale dato che conosco anticipatamente gli atti che vanno in consiglio comunale, mentre prima ero costretto, gli ultimi giorni prima del consiglio, a studiare tutte le carte per capire come e cosa votare».

Molti la accusano di essere un oppositore interno all’amministrazione comunale. Cosa c’è di vero?

«Non sono un oppositore, ma, semplicemente, un uomo libero senza peli sulla lingua che dice le cose come stanno. Essere all’interno dell’amministrazione comunale non significa per forza condividere tutto». 

Lei è stato eletto all’interno delle liste del vecchio Pdl per poi dichiararsi indipendente. Oggi qual è la sua collocazione politica? 

«Attualmente sono ancora indipendente, anche se sono sempre vicino alla destra. In futuro mi piacerebbe essere collocato in un partito dove ci sia libertà di pensiero, come faccio, del resto, all’interno dell’amministrazione Manganella».

In caso di giunta monocolore Pd, lei continuerà sia in qualità di assessore o, comunque, di consigliere comunale a sostenere la sindacatura di Manganella?

«Sarò sempre lo stesso politico di pungolo e di sostegno. Sostenere Manganella non significa  sostenere l’uomo Manganella, ma sostenere Favara. So quanto è difficile in questi tempi amministrare, per questo c’è bisogno del sostegno di tutti, mettendo da parte gli odi e i rancori politici e ideologici. Tengo a precisare che il governo nazionale riduce progressivamente le entrate ai comuni e, di conseguenza, noi amministratori locali, che siamo giornalmente in contatto con la miseria, la fame, che vivono certi nostri concittadini quotidianamente, ne paghiamo le spese apparendo impopolari, a differenza di chi sta a Roma seduto tranquillamente su una poltrona».

Samanda Virone