Il consiglio comunale modifica, finalmente, il regolamento della polizia mortuaria. È stata dura, ma ce l’hanno fatta

Ci sono voluti ben due consigli comunali per approvare il nuovo piano della polizia mortuaria. Infatti, il primo consiglio comunale si è svolto il 27 gennaio con all’ordine del giorno le misure che l’amministrazione comunale intende varare per attuare le misure correttive dettate dalla Corte dei Conti e il nuovo regolamento di polizia mortuaria. Ricostruiamo gli eventi. Effettuato il prelievo del nuovo regolamento di polizia mortuaria il consigliere di Rifondazione Palumbo propone di approvarne solo alcune parti, le più urgenti, quelle riguardanti l’autorizzazione alle tumulazioni delle salme di non nativi e non residenti che hanno a Favara la loro famiglia e il prolungamento temporale delle norme transitorie da quindici a trenta giorni. A questo punto succede l’intollerabile: la maggioranza chiede una sospensione di dieci minuti della seduta, perché esentono l’intimo bisogno di riunirsi al secondo piano di palazzo di città per discutere sul da farsi, svilendo il compito per il quale sono stati ampiamente votati dai loro concittadini: rendere pubblico nella pubblica assise il dibattito decisionale su tutte le questioni riguardanti i cittadini/elettori. Trascorsi i dieci minuti, all’interno dell’aula restava solo l’opposizione: dieci in totale con un numero legale di dodici. Il deputato nazionale del Pd Tonino Moscatt scrive una lettera nella quale si legge un accorato appello rivolto a tutti i consiglieri di Favara circa la situazione incresciosa che si era venuta a creare dopo il non voto sul nuovo regolamento di polizia mortuaria, esortando gli eletti nell’aula Falcone-Borsellino a mettere da parte divisioni di tipo politico/ideologico e di votare compatti il nuovo regolamento al fine di poter dare degna sepoltura a quei morti che a Favara non sono nati o che non vi risiedano più.
Il secondo consiglio comunale si è svolto giovedì 6 febbraio: maggioranza e opposizione votano all’unanimità la proposta fatta durante lo scorso consiglio comunale dal consigliere Palumbo.
Venticinque presenti, venticinque voti favorevoli. Sarà stata la toccante lettera dell’On. Moscatt a far da paciere tra la maggioranza di Manganella e l’opposizione o dobbiamo pensare che i piccoli consiglieri della maggioranza si sono sentiti ancora più “piccoli” di fronte alla lettera di un Onorevole e hanno ossequiosamente obbedito? Oppure è plausibile che si sia trattato solo di buon senso?
  

Vincenzo Cassaro