Favara scarificata. La viabilità avviene in un clima surreale

Ci avevamo creduto. Sembrava proprio che Babbo  Natale volesse fare un bel regalo agli abitanti di Favara, anche se una buona percentuale non era stata proprio buona, esaudendo uno dei loro desideri più grandi: iniziare i lavori di bitumazione, colmando le fin troppo famose “scaffe”. Grande la contentezza di tutti quando, girando per le più importanti vie cittadine: qualcosa iniziava a muoversi, partendo proprio da quelle zone in cui il manto stradale risultava più usurato e disomogeneo. Che gioia vedere Viale Stati Uniti, Via Olanda, Corso Vittorio Veneto scarificate, spogliate del vecchio e usurato manto stradale, perché ciò significava che erano  pronte per essere bitumate. Finalmente Favara si rifà il look! Per avere maggiori informazioni, abbiamo sentito il Sindaco, Rosario Manganella. Dalla sua autorevole voce, venivamo a sapere che erano stati stanziati ben 400 mila euro dall’ANAS, somma destinata per riparare le buche e i tratti di strada maggiormente disastrati, in zone già individuate dal dirigente dell’ufficio tecnico con tutta la sua squadra, più di un anno e mezzo fa.  Ma, continuava il Sindaco,  400 mila euro non bastavano  per rifare il manto stradale di tutta Favara. Però era già qualcosa. Si partiva con un’opera di scarificazione, perché mettere bitume su bitume significava alzare il livello della strada creando  pericoli e disagi alle abitazioni, specialmente quelle al piano terra. Dopo, con una sorta di tappa buchi, si sarebbe dovuto procedere a chiudere propriamente le buche. E il gioco è fatto. Ma la domanda nasce spontanea: non resterebbero, così, spogliate del manto stradale anche altre vie che non subiranno adesso la bitumazione? A questa domanda, il Sindaco spiegava che quello che assistevamo in quei giorni pre-natalizi era una sorta di lavoro preparatorio, perché, nel periodo invernale, l’impianto di bitume rimaneva chiuso. Allora, la scarificazione su più strade, anche quelle non direttamente interessate nell’immediato, permetteva di essere pronte e, nel momento opportuno, bitumate. Giocare d’anticipo, insomma, che Sindaco lungimirante! Purtroppo, però, da quella conservazione avvenuta il 20 dicembre 2013, sono passate tante, troppe, settimane. La  rinnovata fiducia dei favaresi a questa amministrazione nel vedere  finalmente un’attività concreta si è spenta, andandosene con l’Epifania. Anche Il tempo non è stato clemente. Ormai la pioggia è diventata amica inseparabile del nostro, strano, clima mediterraneo. E la pioggia, non guardando in faccia nessuno, ha reso le strade scarificate quasi inagibili, creando numerose difficoltà e pericoli agli automobilisti, cosi come ai pedoni. Per non parlare dei pesanti rallentamenti causati dai non lavori sul manto stradale, visto che molte delle strade coinvolte sono delle importanti arterie cittadine. Ormai, il motto “a Natale siamo tutti più buoni” è andato. A oggi, di tutte le strade scarificate solo poche vie hanno avuto la fortuna di essere bitumate. Cosa ci resta oggi? Un Paese dalle strade scarificate. Una classe politica che dimostra di essere interessata solo alla poltrona, completamente slegata dalla società che, invece, dovrebbe tutelare. E come se non bastasse, le numerose tasse da pagare (per servizi non sempre ottimi) hanno messo in ginocchio intere famiglie favaresi che urlano il loro dolore a una classe politica che si fa sorda.  Allora è vero che al peggio non c’è mai fine.

Valentina Piscopo