Le parole che non ti ho detto… Intervista doppia ad Antonello Crapanzano e Giovanni Bennardo

Per la rubrica ‘Le parole che non ti ho detto…’ la redazione ha intevistato due consiglieri comunali, entrambi all’opposizione, ma con opinioni dirrefferenti sulla mozione di sfiducia al sindaco Manganella.

 

Intervista ad Antonello Crapanzano

Perché non appoggiare la mozione di sfiducia al sindaco?

«La mozione di sfiducia non è una presa di posizione, ma deve nascere da un ragionamento politico che coinvolga i partiti e preveda una programmazione. La programmazione va fatta attraverso un progetto politico e avendo le idee chiare per la città».


Perché appoggiare la mozione di sfiducia?

«Per sostituire un’amministrazione che è stata un totale fallimento».

Come consigliere, prima della maggioranza e poi passato all’opposizione, come si è prodigato a prospettare un programma politico per la sua città?

«Io mi sono candidato perché sognavo una Favara con le segnaletiche orizzontali e verticali che sono indice di decoro e danno delle regole alla circolazione, questo tipo di interesse nasce dalle competenze derivanti dalla mia professione dato che ho un’autoscuola. Però ad oggi, pur facendo parte della commissione viabilità stiamo lottando per far approvare progetti, anche di piccoli importi, i quali non riescono a essere attuati per colpa dei dirigenti che non riescono mai a completare una pratica per problemi burocratici».

Cosa significa fare opposizione?

«La mia opposizione nasce dal disaccordo sull’IMU, ma in realtà, a oggi, non è stata fatta una reale opposizione poiché non vengono presentati progetti o proposte su cui dibattere. Di che si deve discutere? Che opposizione si deve fare? È vero che sono state fatte alcune battaglie come quella contro Girgenti Acque, ma a oggi l’unico dibattito che si prospetta è sul bilancio, solamente perché è obbligatorio discuterne in consiglio».

A causa del vostro comportamento, giusto o sbagliato che sia, cosa rischia Favara?

«Il dissesto finanziario».

 

Intervista a Giovanni Bennardo

Perché non appoggiare la mozione di sfiducia al sindaco?

«Perché questo consiglio comunale manca di dignità, e al suo interno non è costituito da uomini, ma, bensì, da conigli bagnati che non hanno il coraggio di mandare a casa questo sindaco».

Perché appoggiare la mozione di sfiducia?

«Io sono stato il promotore di tale mozione, perché il fallimento dell’amministrazione Manganella è sotto gli occhi di tutti. Ci tengo a precisare che il diretto responsabile di questo fallimento è l’On. Nino Bosco che ha proposto alla città tale governo».

Come consigliere, prima della maggioranza e poi passato all’opposizione, come si è prodigato a prospettare un programma politico per la sua città?

«Io in tempi non sospetti quando si votavano bilancio e piano triennale in una sola giornata di lavori, ero vigile sull’operato di questa amministrazione, tanto è vero che dopo poco tempo sono stato il collante tra i “vecchi” 17 consiglieri che avevano iniziato a fare opposizione, e, oggi, mi ritrovo a presentare questa mozione di sfiducia». 

Cosa significa fare opposizione?

«Per me significa essere costruttivi nei confronti di un’amministrazione che non appoggio. Penso di averlo dimostrato in consiglio comunale e con i miei circa 120 progetti europei presentati, ma mai valutati da questa amministrazione solo per pura ostruzione politica. Addirittura il 12 maggio 2012 avevamo concluso un accordo con due associazioni di Favara che si impegnavano a lavorare a costo zero per il nostro territorio. Ma dato che il protocollo d’intesa non è stato siglato con l’amministrazione il tutto è rimasto bloccato».

A causa del vostro comportamento, giusto o sbagliato che sia, cosa rischia Favara?

«Il dissesto finanziario».

Samanda Virone