Favara al tempo della crisi. Intervista mensile alle professionalità del nostro paese. Intervista ad Antonio Rizzuto

 

L’intervista di questo mese è dedicata a un giovane imprenditore favarese il signor Antonio Rizzuto

 

Salve Antonio, ci parli di lei.

«È difficile parlare di me, sono una persona ambiziosa e ricerco la profondità in tutto quello che faccio. Sono un Dottore Commercialista e professore a contratto di Economia aziendale, presso la facoltà di Economia dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”. Svolgo la mia attività professionale e di ricerca, nel campo del franchising strategico e operativo, nel campo della pianificazione strategica, management e sviluppo di start-up. Di recente ho fondato un’azienda a Favara nel campo degli arredi: Escooh S.r.l., una start-up innovativa».

Che cos’è una start up?                      

«Una start-up è un’idea aziendale che diventa realtà. È come un bambino. Bisogna accudirlo e farlo crescere. Bisogna avere una visione chiara di ciò che deve essere nel futuro. Molto importante è chiarire la strategia, darsi degli obiettivi semplici, e soprattutto scegliere le persone giuste e farle ruotare attorno a quella visione. La start-up è fatta di persone e di ruoli chiari, l’organizzazione è fondamentale».

Di cosa si occupa la sua azienda?

«Nell’Ottobre del 2013 io insieme a altri soci abbiamo creato Escooh S.r.l., una start-up che si prefigge di svolgere attività di ricerca, progettazione e fabbricazione di arredi, anche per chi ha un bisogno speciale. L’azienda cerca di valorizzare le risorse naturali locali. L’obiettivo è di progettare cucine e arredi mettendo in primo piano la sostenibilità economica e ambientale del territorio di origine, realizzando prodotti tecnologicamente efficienti e durevoli, soluzioni innovative dal design curato. Il primo marchio lanciato è Cucine della Nonna (www.cucinedellanonna.it), una cucina a tre blocchi, frutto della ricerca sull’arte siciliana di fine ‘800».

E' fiducioso riguardo al futuro?

«Sono molto fiducioso. Assolutamente si! Ovviamente il mio pensiero va subito alle persone povere che non hanno nulla. Abbiamo vissuto un’epoca di benessere, ne abbiamo avuto troppo e ora bisogna fare un passo indietro. Bisogna riappropriarsi dei veri valori. Bisogna mettersi in gioco e fare».

 

Rosalva  Contrino