Dal Pd nazionale al Pd favarese: resoconto dopo le primarie

Le primarie del Partito democratico dell’otto dicembre, per la loro importanza, sono certamente un evento  da segnare sul calendario. A sfidarsi per contendersi lo scettro del nuovo segretario del Pd sono stati Matteo Renzi, noto per essere il Sindaco di Firenze (e per l’esilarante imitazione di Crozza in Tv, al quale, probabilmente, dovrebbe dire più di un ‘grazie’), Gianni Cuperlo, presidente del Centro Studi Pd e membro della Direzione Nazionale del partito e  Giuseppe Civati, deputato nazionale con un dottorato in filosofia e scienze umane.  A trionfare, ormai è cosa nota, è stato Matteo Renzi con il 68% delle preferenze. Tutto ciò a livello nazionale. Ma da noi, a Favara, cosa è successo? Il Pd nostrano ha organizzato congressi e riunioni, caldeggiando l’elezione di uno o dell’altro candidato. Non è notizia fresca il fatto che il sindaco di Favara, Rosario Manganella, abbia aderito alla corrente renziana, seguendo l’esempio del suo vicino collega di Agrigento, Marco Zambuto, così come l’On. Tonino Moscatt sostenga il candidato Gianni Cuperlo. Ma andiamo ai numeri. Apprendiamo dalla viva voce del segretario di circolo Carmelo Vitello, che sono andati a votare ben 723 persone, di cui 250 solo di simpatizzanti (ricordiamo che le primarie erano aperte non solo per i tesserati Pd, ma anche ad altri versando la simbolica cifra di 2 euro). A Favara vince Cuperlo con 439 voti, seguito da Renzi con 243 preferenze. Chiude la corsa Civati con 40 voti. Si registra, anche, una scheda bianca. Come al solito, Favara è l’eccezione che conferma la regola e, a quanto pare, i soli tentativi del sindaco Manganella non sono bastati- «Ho saputo che le cose stavano andando male per  Renzi a Favara, ed ho chiamato tutti i miei amici faveresi per farli andare a votare». Ciò è quanto afferma il Sindaco di Agrigento. Tuttavia, nonostante Favara abbia seguito la scia dell’On. Moscatt, il resto dell’Italia ha scelto come  segretario del Partito democratico  Matteo Renzi.  Mentre il  primo cittadino di Firenze ha già le idee chiarissime sul nuovo corso da dare al Pd, parlando di rottamazione, di giovani, di rinnovamento e di nuova linfa, attendiamo ansiosi le future mosse, invece, del Pd di Favara. È necessario  dare direttive, trasformare le parole in fatti, perché i favaresi, oggi come oggi, non si riconoscono più in questa amministrazione che con i suoi continui cambiamenti di rotta dovuti alle correnti (di partito), sta naufragando in mari oscuri e profondi.

Valentina Piscopo