Se la nuova parola d’ordine diventa ‘innovare’

Quando qualche anno fa l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti si permise di affermare che i giovani dovevano abituarsi a non avere più il cosiddetto ‘posto fisso’ e che è molto più soddisfacente muoversi e affrontare sfide nuove in condizioni accettabili si gridò all’eresia. Le vecchie generazioni, ma anche, senza andare troppo lontano, i nostri padri ci hanno abituati a una sorta di vita standard in cui lo stipendio, garanzia di una vita tranquilla, è assicurato ogni fine mese. In realtà, di quella affermazione, i giovani più competitivi non ne furono indignati, ma presero atto di una società ormai vecchia, degradata e poco propensa al cambiamento. Quegli stessi giovani sono quelli che oggi si stanno rimboccando le maniche e che hanno fatto dell’innovazione la propria parola d’ordine. Sono tanti questi giovani, ma sono anche relativamente pochi. Lo scorso 15 novembre Favara è stata testimone di un evento importante e poco partecipato: alla Farm Cultural Park è stato accolto con un grande applauso di chi ha capito l’importanza di quella presenza, Riccardo Luna, giornalista, ex direttore di Wired Italia, fondatore del blog CheFuturo! e direttore di StartupItalia. Ha scritto di recente un libro ‘Cambiamo tutto! –La rivoluzione degli innovatori’ (Laterza, € 14,00) che riporta in copertina la seguente affermazione: ‘Perché quelli che vogliono cambiare il mondo non aspettano. Lo fanno’. Riccardo ha dato testimonianza di un’Italia diversa, di un’Italia, ha detto, che racconta storie sbagliate; ha presentato l’altra Italia, quella che, paradossalmente, è terra di grandi opportunità e di possibilità: per quei giovani che non aspettano, fanno; per quei giovani che non si fermano, ma vogliono trovare soluzioni. Investire e scommettere sulla conoscenza e sulla formazione: è questa la chiave per cambiare il nostro paese, è questa la linea prepolitica da utilizzare. Innovare senza ‘chiedere permesso’, ovvero provare a fare delle cose nuove senza aspettare la politica e innovare confrontandosi con altri innovatori, attraverso la cultura della rete. Siamo noi – ha concluso Riccardo Luna il suo intervento – a dover creare valore. Parole di positività per una società altra da quella che i politici e i media ci presentano quotidianamente.

Mariangela Pullara