Le parole che non ti ho detto… Intervista a Davide Romeo

 Lei è un imprenditore che si occupa di smaltimento di rifiuti, cosa ne pensa della  raccolta porta a porta che si sta effettuando in questi giorni a Favara?

 «Questa operazione di raccolta porta a porta nasce dall’esigenza di poter contenere la  Tares, la quale per i cittadini sarà molto onerosa se non si prevede un passaggio alla  raccolta differenziata con la possibilità per i comuni di trasformare i rifiuti in risorse dai  quali è possibile, per i comuni, trarre un guadagno. È ovvio che si deve eliminare lo  spettacolo dell’immondizia “impiccata” che non può durare anni e anni. Quella della  raccolta porta a porta è solo la fase iniziale di un processo di revisione totale della  gestione dei rifiuti, che parte proprio dall’abituare la popolazione in maniera indolore a  cambiare i propri comportamenti. Sostengo che i favaresi si sono adattati  immediatamente alla novità e a dispetto della paventata emergenza sanitaria, nel giro di  una settimana tutte le criticità che la raccolta porta a porta presentava sono state risolte».

Come si è posto in qualità di consulente su questo argomento e quali sono i reali motivi delle sue dimissioni?

«Nonostante io sia molto critico nei confronti dell’operato del sindaco Manganella ho accettato di buon grado l’incarico di consulenza in qualità di esperto nel settore e ho aiutato l’amministrazione a cambiare radicalmente la concezione della raccolta dei rifiuti, supportandola sia a livello legislativo che a livello tecnico. Ovviamente non possiamo fermarci alla raccolta porta a porta, bisogna che immediatamente il Comune renda operativo il capitolato della Regione che prevede che i comuni debbano effettuare la raccolta differenziata nel più breve tempo possibile. Il fatto che Favara abbia deciso di mettersi in regola nell’arco di sei mesi è uno dei motivi che mi ha fatto rassegnare le dimissioni, è vero pure che non ci sono in zona impianti di smaltimento per la differenziata, e si deve dare il tempo agli imprenditori di organizzarsi in tal senso, ma sei mesi è un tempo lunghissimo rispetto a quello che si sta facendo, ad esempio, ad Agrigento che ha previsto un adeguamento nel giro di un mese».

Non pensa sia strano che il comune dia un incarico di consulenza a qualcuno che ha un reale interesse economico nel settore?

«Ecco un altro motivo che mi ha indotto a rassegnare le dimissioni dal mio incarico. Molti hanno cominciato a dire che avevo degli interessi personali nello svolgere il mio incarico al comune, ma, purtroppo, io mi occupo di smaltimento di rifiuti speciali e non di raccolta differenziata, e non mi occupo nemmeno della raccolta dei rifiuti porta a porta come impresa».

Quali sono i rapporti con il Pdl e con l’On. Nino Bosco?

«Il Pdl ha dichiarato in un comunicato di voler intraprendere una collaborazione con il movimento politico Prometeo, di cui faccio parte, ma questo progetto non è mai partito. Oggi la mia linea politica è molto più vicina a quella del Movimento 5 stelle con il quale abbiamo deciso di intraprendere un percorso comune nel quale si è stabiliti che prima di ogni critica vengono le proposte. La nostra azione si pone come alternativa a quella del Pd che consideriamo la forza responsabile del malgoverno del nostro paese negli ultimi 20 anni, la cui caratteristica è quella di perdere tutte le elezioni per poi, attraverso maneggi vari e ribaltoni, riuscire a governare. Con le altre forze politiche siamo pronti a dialogare».

La vedremo impegnato in prima linea nella prossima campagna elettorale?

«Io amo il mio lavoro e vorrei continuare a fare l’imprenditore, non vorrei mai essere impegnato in prima persona in una campagna elettorale, ma quando la politica non fa gli interessi del paese e in assenza assoluta di proposte costruttive mi sento in dovere di dover intervenire direttamente nelle elezioni del 2016».

Samanda Virone