Favara al tempo della crisi Intervista mensile alle professionalità del nostro paese – Intervista a Maria Rosa Giudice

Per l’intervista del mese di Novembre abbiamo scelto di occuparci di un’imprenditrice operante nel settore non profit, la signora Maria Rosa Giudice. 

Salve Maria Rosa, ci parli di lei?
 
«Mi chiamo Maria Giudice e mi piace definirmi una “piccola imprenditrice senza impero”. Sono presidente e dirigente della cooperativa sociale “Bonavaletudo”, ho una comunità di disabili mentali e da due anni, dopo essere stati segnalati dalla Protezione Civile di Agrigento come struttura adatta ad accogliere immigrati extracomunitari, mi occupo anche di offrire un servizio accoglienza ai minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo politico. Per adesso gestisco tre comunità alloggio, una a Racalmuto per minori extracomunitari e due comunità alloggio a Favara, una per disabili mentali e una per minori. Nella mia ONLUS lavorano nelle tre comunità complessivamente tredici persone, ogni comunità accoglie dieci persone».
 
Quali sono le principali difficoltà cui va incontro nella gestione della sua cooperativa?

«Le principali difficoltà sono a livello amministrativo-burocratico. Sia io che i mie soci svolgiamo il nostro lavoro con passione e dedizione, perché è un lavoro gratificante e pieno di soddisfazione a livello umano.  Purtroppo siamo costretti a scontrarci quotidianamente con la dura realtà rappresentata dagli Enti Locali e dalla Regione, ci percepiscono come degli opportunisti che lucrano a spese dello Stato non concependo la reale rilevanza e importanza del servizio che svolgiamo nei confronti della comunità. Fra le difficoltà principali vi è il ritardo dei pagamenti da parte della Regione. Da oltre un anno la regione attraverso il comune non ci paga la retta annuale spettante per il servizio svolto, l’ulti
mo stipendio recepito dai miei soci risale a Marzo del 2013, pagato con il mutuo del prestito che possiede la cooperativa. Inoltre, il governatore Crocetta ha inserito le imprese non profit nel calderone che racchiude le imprese profit al patto di stabilità venendo, di fatto, a bloccare le risorse finanziarie e di cui potrebbero usufruire le cooperative sociali».

Sei fiduciosa per il futuro?

«Sì, lo sono. Ho tre figli e pensando al futuro devo esserlo per forza. Inoltre, la Regione nel 2014 sbloccherà 23 milioni di euro di fondi per le imprese».


Rosalva Contrino