Le parole che non ti ho detto – Intervista ad Antonio Palumbo

 

Cosa ne pensa dell'amministrazione Manganella?

 

«Il giudizio non può che essere negativo. Manganella con le varie giunte  e le maggioranze alternative di questi anni  non è riuscito a realizzare praticamente nulla delle promesse fatte in campagna elettorale. D’altro canto mi sembra opportuno rimarcare le difficoltà che hanno oggi i comuni ad amministrare la cosa pubblica a causa dei notevoli tagli alla spesa pubblica a tutti i livelli istituzionali. Ma è innegabile che l’attuale Sindaco, vuoi per un limite caratteriale, vuoi perché si è dimostrato amministrativamente incompetente, ci ha messo sicuramente del suo a creare lo sfascio e la desolazione che tutti noi subiamo in città».

Sulla questione "medico competente" che novità ci sono?

 

«Dopo la mia interrogazione consiliare e le ricerche di mercato da me effettuate, dalle quali si è chiaramente evidenziato uno spreco  di circa 15-20 mila euro. il Sindaco si è impegnato a rivedere l’affidamento del servizio. Staremo a vedere. A ogni modo, da parte nostra, continueremo a vigilare su questo come su tutti gli altri gli atti amministrativi».

Con la sua intensa attività consiliare e le sue continue denuncie nei confronti dei comportamenti a volte “poco corretti”  di alcuni suoi colleghi consiglieri, come ad esempio la cattiva abitudine di rinviare continuamente le sedute consiliari, non rischia di rimanere politicamente isolato?

 

«Guardi sia io che i miei compagni di partito avevamo già  messo in conto di dover lavorare per tutta la durata del mandato in solitudine, ma questo è un aspetto che ci preoccupa  poco, il nostro obiettivo  principale è di tutelare gli interessi di tutta la comunità favarese e non gli interessi di parte o di casta. Se per raggiungere questo obbiettivo dobbiamo restare politicamente isolati poco importa, la gente capirà».

Lei è anche segretario provinciale del partito della Rifondazione Comunista.
Molti pensano che la sua notevole attività politica sia sprecata all'interno di
un partito extraparlamentare come il suo. Cosa c'è di vero?

 

«Per noi fare politica è passione, e la passione  non ha bisogno di posti di potere o di poltrone, ma dell’impegno quotidiano dei compagni nel portare avanti gli ideali di uguaglianza e legalità, che sono le colonne portanti del nostro  partito e che ci saranno sempre e comunque al di là della presenza  o meno dentro le istituzioni. Del resto, mi sento di essere una  persona coerente: non a caso sono iscritto allo stesso partito da ormai 22 anni».
 

Scusi una curiosità, come mai lei risponde sempre al plurale a una domanda diretta?

 

«Guardi, io sono il consigliere comunale di partito che ha un gruppo  ben organizzato di compagni con cui ci scambiamo opinioni impressioni e valutazioni politiche con cadenza settimanale. Durante le nostre riunioni si decide democraticamente la linea politica del partito che io come istituzionale porto avanti anche in consiglio comunale. Mentre gli altri consiglieri nella stragrande maggioranza rappresentano se stessi, io rappresento un partito per questo uso il “noi” e non “l’io”».
 

È possibile ipotizzare Antonio Palumbo sindaco di Favara?

 

«Nel campo delle ipotesi si può parlare di qualsiasi cosa, ma se parliamo di cose reali e concrete per adesso penso solo a lavorare seriamente per il bene della mia comunità, e a costruire, se è possibile, insieme a miei compagni e ai tanti cittadini comuni che hanno collaborato con noi in tutte le iniziative e le battaglie  portate avanti, un’alternativa credibile che possa, speriamo, al più presto guidare seriamente e con passione la nostra città».

 

Samanda Virone