Favara festeggia San Francesco in nome della carità e della fratellanza.

‘Carità nella Fraternità’, questo lo slogan scelto per la manifestazione tenutasi dall’uno al quattro Ottobre a Favara per festeggiare San Francesco d’Assisi. Lo scopo principale, attraverso il ricordo delle gesta del Santo, è stato quello di riavvicinare la cittadinanza al valore della carità. Più di una volta Fra’ Giuseppe Maggiore ha cercato di scuotere la popolazione chiedendo aiuto a causa della mancanza di soldi e di alimenti di prima necessità per i bisognosi e per gli ospiti della ‘Tenda del Padre Abramo’. Questa festa ha, dunque, permesso al convento di rifornirsi per poter continuare il proprio lavoro di carità. Carità, donare senza voler nulla in cambio, perché siamo tutti fratelli e sorelle, senza distinzione alcuna. Francesco d’Assisi, Alessandro di Hales, San Bonaventura non hanno mai scritto sulla carità o sulla fratellanza, perché la carità e la fratellanza, loro, la vivevano quotidianamente. Ed è di ciò che questa festa ha dato testimonianza: bastava, infatti, essere presenti nelle scuole dove i bambini hanno accolto con entusiasmo e affetto i cavalli e i cavalieri che, a voler imitare la ‘cerca dei frati’, hanno raccolto alimenti di prima necessità e offerto ai bambini dei piacevoli momenti di felicità. Momenti di vera fratellanza. Il cartellone è stato pieno di eventi: l’aperitivo offerto dall’associazione Dinamicamente, i dolci offerti da Fabaria Donna, le cui donazioni sono andate tutte al convento. La nostra associazione Nicodemo, invece, è stata presente con la costruzione di un cubo sensoriale, all’interno del quale era possibile guardare e ascoltare la storia di San Francesco, mentre per la stanza risuonava la musica di Branduardi, che a Francesco d’Assisi ha dedicato un intero album. Solo per l’ultima serata, giorno che celebra la morte del Santo, i festeggiamenti sono stati annullati in ricordo delle vittime di Lampedusa. I frati, i fratelli della Tenda del Padre Abramo e tutte le associazioni hanno ritenuto corretto sospendere i momenti dedicati alla festa.

Mariangela Pullara