SOS Mare Agrigentino – L’acqua pulita è solo da Realmonte in poi

Il mare di San Leone è inquinato, ma il 2013 segnerà forse il culmine di una situazione quasi decennale. Il gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, ha disposto il sequestro preventivo delle condotte sottomarine dei “Padri vocazionisti” e dello stabilimento di Pubblica Sicurezza, a San Leone, e delle relative centraline di sollevamento. I cosiddetti pennelli a mare. Dalle indagini risulterebbe che “la rete fognaria a servizio della zona sud-est di Agrigento immette reflui in mare” tramite le condotte sottomarine. Ad essere iscritto nel registro degli indagati è l’ex amministratore delegato della Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, accusato di danneggiamento del demanio marino e violazione del codice dei beni culturali (gli impianti sono in zona A), inadempimenti di pubbliche forniture e violazione della normativa ambientale. Da anni l’ente responsabile della rete idrica e fognaria, ma anche diversi consiglieri comunali, hanno con forza sostenuto e raccontato all’opinione pubblica che il pennello della Ps era stato annullato e rimosso. Tutto falso. È emerso infatti nei mesi scorsi che la condotta non solo è in funzione, ma a causa dell’insufficienza del pennello dei “Padri Vocazionisti” che non riesce a smaltire tutto il carico di liquami, viene utilizzato addirittura con il sovrappieno. Viene cioè utilizzata quella parte dell’impianto destinata a smaltire l’aumento esponenziale di reflui fognari a San Leone durante la stagione estiva. E tutto questo a soli 150 m dalla spiaggia. Una perizia conclusa nel novembre scorso e affidata a Salvatore Sciacca, docente dell’Università di Catania, per conto dalla Procura della Repubblica per la consulenza sugli scarichi dei reflui a mare, aveva già annunciato che la soluzione alternativa alla depurazione adottata in questi anni, ossia la costruzione dei pennelli a mare, è illegale. “Non esiste nessuna autorizzazione per scaricare i liquami” ha osservato, sostenendo inoltre che “i liquidi immessi nelle condotte sottomarine non rispettano nessuna norma”. La disposizione del gip porta ora la lunga vicenda all’attenzione del sindaco e della città, togliendo all’Agrigentino ogni dubbio riguardo la gestione e lo status del sistema fognario di Agrigento.

Ad oggi non è stato ancora disposto alcun divieto di balneazione nel litorale sanleonino, ma che le acque vicino le coste non siano limpide, questo è ormai un dato certo. E ciò non solo a causa degli allacci abusivi, come per tanto tempo ha sostenuto l’ente gestore. L’indagine è stata avviata dalla Procura dopo la denuncia di Ausilia Eccelso, coordinatrice provinciale dell’associazione Ambientevivo. Un’indagine che ha fatto tremare le ginocchia a qualcuno a giudicare dai fatti avvenuti in successione nelle ultime settimane come le numerose diffide del sindaco di Agrigento Marco Zambuto a Girgenti Acque, gli  interventi di esponenti politici che da anni avevano taciuto sulla questione, l’ interventi di Legambiente che si premura di difendere la posizione riguardo il depuratore del Villaggio Peruzzo, la cui realizzazione è stata da sempre ritenuta “inutile”. Nonché le dimissioni dell’amministratore delegato di Girgenti Acque Carmelo Salamone agli inizi di giugno.

È un dato di fatto che il depuratore del Villaggio Mosè non funziona e che le acque del fiume Naro, in cui sversa l’impianto, sono contaminate dai liquami, come ha verificato un bliz dell’Asp e del Nos lo scorso mese. È inquinata quindi anche la zona del mare di Cannatello. Sporche sarebbero anche le acque del fiume Akragas, “dove vengono versate le intere fognature del Villaggio Peruzzo e di parecchie abitazioni della via Emporium”, come sostiene una nota dell’associazione Mareamico. Agli Agrigentini e agli abitanti della provincia non resta che attendere i risvolti della drammatica situazione e intanto scegliere le spiagge più pulite e più sicure della costa. Anche a Porto Empedocle è stato segnalato un caso di sversamenti di reflui in mare nelle scorse settimane,  all’altezza del varco Macallè, come ha denunciato Mareamico con un esposto alla Capitaneria di Porto. Andando sempre verso la zona occidentale della costa il mare migliora visibilmente a Realmonte e a Siculiana. Fino a trovare un vero e proprio angolo di paradiso a Sciacca e soprattutto a Menfi, orgoglio della provincia di Agrigentino, “bandiera blu d’Europa” e l’unica località in Italia ad averla per 16 volte consecutive. Senza dimenticare la bellezza del mare della riserva naturale di Torre Salsa e il mare delle isole di Lampedusa e Linosa: l’isola dei Conigli è la spiaggia più desiderata al mondo nella “TripAdvisor Travelers’ Choice Beaches Awards 2013” e si piazza al secondo posto nella classifica dell’emittente televisiva statunitense CNN delle 100 spiagge più belle al mondo.

 

Debora Randisi