Continua irrisolta la questione delle tele del pittore favarese Farruggia

Continua il braccio di ferro tra il sindaco di Favara Rosario Manganella e la famiglia di Pasquale Farruggia, pittore favarese che prima di lasciarci aveva donato i suoi quadri alla città. Nel 2003 Pasquale Farruggia stipula un contratto di comodato d’uso per vent’anni con il comune di Favara. In una postilla del contratto l’artista favarese ha specificato di voler che i suoi quadri vengano esposti preferibilmente all’interno del castello Chiaramonte. Farruggia, già all’epoca gravemente malato, non fece nemmeno assicurare i quadri pur di accorciare i tempi della consegna delle opere al comune. Per anni tutto è andato secondo i desideri del pittore. I rapporti, però, iniziano a incrinarsi quando gli eredi dei quadri notano una certa incuria delle tele in termini di pulizia e custodia. Successivamente, con l’insediamento del direttore artistico Andrea Bartoli al castello sappiamo tutti come è andata a finire. Per questo motivo, l’amministrazione comunale ha pensato di esporle presso la cosiddetta villa Liberty. Il tutto è avvenuto all’oscuro della famiglia proprietaria delle preziose tele, che si dichiara contraria al trasferimento dei quadri in questa struttura. In sintesi, la famiglia Farruggia sostiene che la volontà dell’amato parente non è stata rispettata. In seno a queste inadempienze, la famiglia Farruggia, tramite il proprio avvocato Carmelo Palumbo, ha chiesto al comune di recedere il contratto. Ma, ovviamente, il comune non ha risposto. La famiglia in questione, oramai, non ripone alcuna fiducia in questa amministrazione; infatti, come ci conferma il nipote dell’artista, Giuseppe Sferrazza, le precedenti giunte amministrative avevano tutelato questo importante patrimonio, mentre l’attuale assolutamente no. Sulla vicenda abbiamo sentito anche il sindaco Rosario Manganella che ci ha ribadito l’intenzione dell’amministrazione di rispettare il contratto fino alla sua scadenza naturale. Dunque, la questione è lontana dalla risoluzione e spetterà al nuovo avvocato della famiglia Farruggia, Antonio Giudice, cercare di far riportare “a casa propria” le tele del maestro. Noi non sappiamo se la vicenda si chiuderà ora o alla scadenza naturale del contratto che lega i quadri al comune, ma, oramai, ci appare chiaro che in un modo o nell’altro la città di Favara perderà le tele di Farruggia, che fino a prova contraria rappresentano un pezzo di storia importantissima per la nostra città, non solo per l’espressione artistica, ma, e soprattutto, per la sua memoria.

Vincenzo Cassaro